Poste Italiane e TIM: il valore dell’integrazione e la centralità del lavoro

L’operazione tra Poste Italiane e TIM apre uno scenario di particolare rilievo industriale e strategico, destinato ad avere effetti importanti sull’evoluzione dei due gruppi e sull’intero sistema dei servizi. Sul tema è intervenuto Claudio Solfaroli Camillocci, Segretario Generale Aggiunto UILFPC, richiamando l’attenzione sulla necessità di accompagnare questo processo mantenendo al centro il lavoro, le tutele e la sostenibilità sociale.

Di seguito la dichiarazione integrale.

«L’operazione tra Poste Italiane e Tim rappresenta un passaggio industriale e strategico di altissimo livello per il Paese. Nasce un polo integrato di straordinaria forza, capace di coniugare la capillarità dei servizi sul territorio con le sfide della transizione digitale e della sovranità tecnologica, posizionandosi come realtà solida e competitiva anche sul piano europeo.

È indubbio perciò il valore strategico dell’integrazione Poste/Tim e va riconosciuto con estrema chiarezza; tuttavia, il nostro compito prioritario è assicurare che questa grande operazione societaria mantenga sempre al centro le persone e la propria dimensione sociale. Questo passaggio si inserisce infatti in un quadro di trasformazioni articolato e complesso: da un lato, le ricadute negative e le incertezze scaturite dallo scorporo della rete Tim con FiberCop; dall’altro, in Poste Italiane, i processi di riorganizzazione degli uffici postali e della logistica, avviati in questi giorni attraverso specifici accordi e intese con le organizzazioni sindacali. Un percorso condiviso che ha visto il sindacato agire con forte senso di responsabilità e i lavoratori impegnarsi costantemente per accompagnare l’innovazione, garantire la tenuta degli uffici postali e gestire il rapporto quotidiano con i cittadini.

Proprio in virtù di questa responsabilità e del contributo costruttivo dimostrato da tutto il sindacato nei tavoli negoziali, le nuove sinergie societarie e i target aziendali dovranno garantire la piena sostenibilità dei ritmi operativi, impedendo che i costi dell’efficienza ricadano sulle condizioni quotidiane di chi lavora. Le nostre priorità restano chiare: tutela dei livelli occupazionali, garanzia dei diritti, incremento dei salari. Con la stessa determinazione, la tutela deve estendersi a tutte le lavoratrici e i lavoratori dell’indotto e della filiera collegata – dai call center alle agenzie private di recapito, fino alle società del gruppo Poste e ai servizi in appalto – che rappresentano un tassello essenziale dell’operatività quotidiana e non possono rimanere ai margini delle garanzie normative e retributive.

Il vero banco di prova per verificare la sostenibilità sociale e la qualità di questo nuovo assetto sarà la scadenza del CCNL di Poste Italiane, fissata al 31 dicembre 2027, con l’avvio delle trattative per il suo rinnovo previste nel corso del 2027. In quella sede misureremo nei fatti la reale volontà del gruppo di investire sulle persone e di redistribuire i benefici anche economici generati da questa integrazione.

Per affrontare trasformazioni di questa portata è fondamentale mantenere un’unità sindacale solida, pragmatica, incisiva. Un coordinamento costante ed equilibrato tra le organizzazioni sindacali è condizione davvero fondamentale per garantire una tutela forte ed efficace a tutte le lavoratrici e i lavoratori coinvolti.»

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