UIL e UILPoste portano all’attenzione delle istituzioni le proprie osservazioni sul nuovo Contratto di Programma tra Governo e Poste Italiane, nell’ambito dell’audizione presso la IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei Deputati.
Un passaggio rilevante in cui il Sindacato ribadisce con forza la necessità di difendere il servizio postale universale, la presenza capillare sul territorio e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, evitando che logiche esclusivamente di mercato possano compromettere un presidio fondamentale per il Paese.
Comunicato integrale
UIL e UILPoste, audizione presso la IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei Deputati: “Il Contratto di Programma non sia solo logica di mercato. Difendere il presidio pubblico nei territori.”
Le Segreterie Nazionali di UIL e UILPoste esprimono forte preoccupazione in merito allo schema del nuovo Contratto di Programma tra il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e Poste Italiane. Sebbene il testo confermi l’affidamento del servizio a Poste e rafforzi i meccanismi di trasparenza, si rilevano criticità che rischiano di indebolire la coesione territoriale e la qualità dei servizi ai cittadini.
Per la UIL e la UILposte, il servizio postale universale è un pilastro fondamentale, specialmente nelle aree interne e nei piccoli comuni. Tuttavia, le modifiche proposte delineano una preoccupante riduzione degli standard, con tempi di recapito dilatati: Il passaggio fino a cinque giorni lavorativi e l’esclusione della posta prioritaria dal servizio universale penalizzano l’utenza. Inoltre vi è il rischio di ulteriori tagli agli uffici postali: La razionalizzazione della rete e la riduzione degli orari di apertura rischiano di trasformare l’efficientamento in un progressivo abbandono dei territori più fragili.
Sul tema del ricorso a soggetti terzi (come le tabaccherie) per l’espletamento del servizio, la posizione della nostra organizzazione è netta: “La rete esterna deve integrare la capillarità degli oltre 12.700 uffici postali, non sostituirla,” ha dichiarato il Segretario Generale UILposte Claudio Solfaroli Camillocci e Vera Bonomo Segretaria Nazionale UIL in audizione alla IX Commissione Trasporti, Poste e telecomunicazioni della Camera dei Deputati. Senza vincoli espliciti, il rischio è una frammentazione del servizio con ricadute negative sia sui cittadini che sulle condizioni di lavoro.
UIL e UILPoste evidenziano inoltre, in merito al progetto Polis, l’inadeguatezza delle risorse stanziate, rimaste invariate nonostante l’aumento dei costi, e la mancanza di alternative strutturali dopo l’eliminazione del fondo di compensazione. È necessario un cambio di passo: “Lo sportello unico è un’opportunità che non può fermarsi ai comuni sotto i 15.000 abitanti, ma deve diventare una leva di rafforzamento della presenza pubblica su tutto il territorio nazionale” ha specificato il Segretario Generale UILposte.
Le trasformazioni in atto – dalla digitalizzazione alla riorganizzazione dei servizi – non possono essere governate ignorando chi il servizio lo garantisce quotidianamente. “Poste Italiane non è un operatore come gli altri, ma un presidio di democrazia e coesione,” specifica Claudio Solfaroli Camillocci, che aggiunge: “Chiediamo che il Contratto di Programma garantisca standard di qualità elevati e che l’innovazione non si traduca in un taglio dei diritti. La contrattazione deve restare lo strumento cardine per bilanciare efficienza, diritti dei lavoratori e bisogni sociali.”
Servizio postale e Contratto di Programma: UIL e UILPoste chiedono garanzie su diritti, qualità e presidio territoriale
UIL e UILPoste continueranno a vigilare con determinazione e senso di responsabilità, intervenendo in tutte le sedi istituzionali e nei tavoli di confronto, affinché il futuro del servizio postale resti saldamente ancorato ai principi di equità, qualità e coesione sociale.
In un contesto di profonde trasformazioni, il Sindacato ritiene imprescindibile che ogni scelta strategica salvaguardi il valore del lavoro, la capillarità del servizio e il ruolo pubblico di Poste Italiane, evitando derive che possano penalizzare cittadini e territori, soprattutto quelli più fragili.
L’obiettivo resta quello di costruire un equilibrio sostenibile tra innovazione, efficienza e diritti, garantendo risposte concrete alle esigenze del Paese e rafforzando un presidio fondamentale di democrazia e inclusione.



