#006 – La violenza verbale nei luoghi di lavoro: il nuovo podcast UILPoste mette al centro le parole che feriscono

Il quinto episodio di UILPOSTE Podcast affronta un tema delicato e complesso, troppo spesso invisibile ma presente nella quotidianità di molte lavoratrici: la violenza verbale nei luoghi di lavoro. Una forma di aggressione sottile, che non lascia lividi sulla pelle ma incide profondamente sulla dignità, sulla sicurezza emotiva e sulla serenità professionale.

Silvia Cirillo, Segretaria Nazionale UIL Poste, e Antonella Festino, Coordinatrice Nazionale Pari Opportunità UIL Poste, guidano una riflessione potente che parte da una data simbolica: il 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Una ricorrenza che non chiede celebrazioni, ma un impegno concreto e quotidiano.

Quando la violenza non si vede: il peso delle parole

La puntata si apre con una storia che potrebbe accadere ovunque: una frase sussurrata, mai difesa da chi era presente. Una lavoratrice che sorride per non mostrare lo shock e abbassa lo sguardo, continuando a lavorare come se nulla fosse. Da quel giorno, entrare in ufficio non è più lo stesso.

La violenza verbale non si fotografa, non lascia segni visibili, ma rimane impressa dentro chi la subisce. Il 25 novembre ci ricorda che esistono forme di violenza che vediamo – come i femminicidi – e forme che si insinuano lentamente: umiliazioni, denigrazioni, insinuazioni, ridicolizzazioni, intimidazioni. Parole che diventano armi.

La violenza verbale come premessa della violenza di genere

Silvia Cirillo sottolinea che la violenza di genere raramente inizia da un gesto estremo: molte donne che subiscono aggressioni fisiche hanno alle spalle anni di violenza psicologica e verbale. Commenti che sminuiscono, frasi offensive, tentativi di zittire. Segnali che non devono essere ignorati.

Il podcast racconta anche un episodio emblematico: una lavoratrice attaccata pubblicamente in riunione da un collega. Insulti e frasi offensive dette davanti a tutti. Nessuno interviene. Il silenzio diventa complicità, terreno fertile per forme di violenza più gravi.

Le conseguenze: quando le parole diventano una prigione invisibile

Le conseguenze della violenza verbale sono profonde:

• abbassamento dell’autostima 

• perdita di fiducia 

• ansia e tensione emotiva 

• insonnia 

• attacchi di panico 

• isolamento 

• desiderio di lasciare il lavoro

Chi subisce violenza verbale spesso ha paura di parlare, di non essere creduta, di essere isolata. Molte donne raccontano episodi dolorosi dopo mesi o anni di silenzio. La violenza verbale non è un conflitto: è un attacco alla dignità.

Il ruolo delle aziende: proteggere è un dovere

La UIL Poste ricorda che le aziende hanno l’obbligo formale e morale di prevenire e contrastare la violenza verbale. La sicurezza sul lavoro riguarda anche la dimensione psicologica.

È fondamentale:

• formare i responsabili 

• adottare procedure chiare 

• intervenire subito 

• non minimizzare 

• non giustificare comportamenti offensivi 

• sostenere le vittime 

Ogni episodio ignorato crea spazio per violenze future.

Tornare a parlare: non è colpa tua, non devi restare in silenzio

Silvia Cirillo chiede ad Antonella Festino un messaggio diretto alle donne in difficoltà. Le sue parole sintetizzano l’essenza della puntata:

1. Non è colpa tua. 

2. Non devi restare in silenzio. 

3. Non sei sola.

Documentare gli episodi, segnalarli e chiedere aiuto è fondamentale. La UIL Poste invita ogni lavoratrice a rivolgersi alle strutture territoriali.

Un impegno che va oltre il 25 novembre

Il podcast ribadisce che il 25 novembre non è una celebrazione, ma un impegno. La UIL Poste lavora ogni giorno per:

• non lasciare sola nessuna donna 

• dare voce a chi non riesce a parlare 

• intervenire con decisione 

• promuovere il rispetto 

• contrastare ogni forma di violenza, anche quella verbale

Un invito a rompere il silenzio

La UIL Poste invita tutte le lavoratrici a segnalare ogni forma di violenza. Le strutture Pari Opportunità UIL Poste sono presenti su tutto il territorio, pronte a sostenere e tutelare chi vive situazioni difficili.

Rompere il silenzio non è solo un atto di coraggio: è una scelta che può cambiare molte vite.

ARTICOLI PIU' LETTI

#008 – Sicurezza senza compromessi: DPI, diritti e dignità del lavoro postale

La sicurezza sul lavoro non è un tema astratto...

#007 – Ferie, festività soppresse e diritti

https://www.youtube.com/watch?v=ytUAiN2oejE Ogni anno, tra dicembre e gennaio, in ogni ufficio...

Un anno di impegno: Auguri per un 2026 di Crescita e Futuro

In questo tempo di festa e di bilanci, sentiamo...

#005 – Profitti record o record di incertezze? Analisi dal nuovo Podcast UILPoste

Nel nuovo podcast pubblicato dalla UIL Poste viene affrontato...

PRIMO PIANO