La violenza contro le donne non è un’emergenza improvvisa né una somma di episodi isolati. È un fenomeno strutturale, radicato nella società, che attraversa i contesti familiari, sociali e lavorativi. Il femminicidio di Federica Torzullo, lavoratrice di Poste Italiane, rappresenta una ferita profonda non solo per chi l’ha conosciuta, ma per l’intera comunità civile e lavorativa.
La UIL Poste esprime il proprio cordoglio e, allo stesso tempo, richiama con forza la necessità di un’assunzione di responsabilità collettiva. Perché la violenza non è mai un fatto privato. È una questione pubblica, sociale e culturale che riguarda tutti.
Federica Torzullo: una collega, una donna, una madre
Federica era una collega, una donna, una madre, una figlia. Faceva parte della quotidianità lavorativa di Poste Italiane e della comunità che ogni giorno anima i luoghi di lavoro. La sua perdita lascia un vuoto doloroso e incolmabile.
Il pensiero della UIL Poste va in modo particolare a suo figlio, di soli dieci anni, che oggi si trova ad affrontare una delle prove più ingiuste che la vita possa imporre. A lui, come a ogni bambino, dovrebbe essere garantito il diritto di crescere in sicurezza, serenità e dignità. Nessun minore dovrebbe pagare il prezzo della violenza.
Il femminicidio di Federica non può essere archiviato come un fatto di cronaca. È un grido che interpella le coscienze e che obbliga istituzioni, mondo del lavoro e società civile a interrogarsi sul proprio ruolo.
La violenza di genere come emergenza sociale
La violenza contro le donne continua a manifestarsi in forme diverse: fisica, psicologica, verbale, economica. Spesso si consuma nel silenzio, nell’isolamento, nella normalizzazione di comportamenti che non dovrebbero mai essere tollerati.
Parlare di violenza di genere significa riconoscere che non si tratta di episodi isolati, ma di una vera e propria emergenza sociale. Una emergenza che richiede risposte strutturali, coordinate e tempestive, non interventi sporadici o solo simbolici.
La UIL Poste ribadisce che non è sufficiente fermarsi alla commozione. Serve un cambio di passo deciso sul terreno della prevenzione, dell’ascolto e dell’intervento prima che la violenza si trasformi in tragedia.
Il ruolo delle istituzioni: prevenzione, tutela, giustizia
Allo Stato e alle istituzioni la UIL Poste chiede giustizia per Federica, per la sua famiglia e per suo figlio. Ma chiede anche politiche strutturali di prevenzione e tutela.
È fondamentale:
- intercettare precocemente i segnali di disagio;
- rafforzare i servizi territoriali;
- garantire protezione concreta alle donne che denunciano;
- investire in formazione e risorse stabili.
La prevenzione non può essere lasciata alla buona volontà dei singoli. Deve diventare una priorità politica, sociale e culturale.
Il mondo del lavoro e la responsabilità delle aziende
La violenza non si ferma alle porte delle abitazioni. Entra, spesso in modo invisibile, anche nei luoghi di lavoro. Per questo la UIL Poste ritiene che il mondo del lavoro debba assumere un ruolo attivo e responsabile.
A Poste Italiane abbiamo chiesto un impegno concreto e tangibile. In particolare:
- l’istituzione di una borsa di studio dedicata al figlio di Federica, che lo accompagni lungo l’intero percorso scolastico e formativo;
- il rafforzamento di percorsi di formazione contro ogni forma di violenza, non solo fisica ma anche verbale e psicologica.
I luoghi di lavoro devono diventare spazi di consapevolezza, prevenzione e rispetto, capaci di riconoscere il disagio e di offrire strumenti di supporto reali.
Educazione e cultura: partire dalle scuole
Contrastare la violenza di genere significa intervenire alla radice del problema. Per questo la UIL Poste rivolge un appello alle istituzioni affinché vengano introdotti percorsi educativi strutturati fin dalle scuole primarie.
Educare al rispetto, alla parità di genere e alla gestione delle relazioni è uno strumento fondamentale per costruire una società più giusta e sicura. L’educazione non è un tema ideologico, ma una necessità civile.
Solo attraverso un cambiamento culturale profondo è possibile smantellare una mentalità che ancora troppo spesso tollera, minimizza o giustifica comportamenti violenti.
Non restare sole: parlare è un atto di forza
Alle donne che vivono situazioni di difficoltà, la UIL Poste vuole lanciare un messaggio chiaro e diretto: non restate sole.
Parlare, chiedere aiuto, denunciare non è un segno di debolezza, ma un atto di forza e di tutela di sé. Non c’è nulla di cui vergognarsi. Esistono reti di supporto, servizi di ascolto e professionisti pronti ad aiutare.
È attivo il numero verde antiviolenza e stalking 1522, gratuito e disponibile 24 ore su 24. È inoltre possibile rivolgersi:
- ai Centri di Ascolto UIL dedicati al mobbing e allo stalking;
- ai centri antiviolenza locali;
- alle strutture UIL impegnate sulle Pari Opportunità.
L’impegno della UIL Poste e delle Pari Opportunità
La Segreteria di Roma e del Lazio della UIL Poste e la UIL Nazionale Pari Opportunità esprimono profondo cordoglio e sincera vicinanza alla famiglia di Federica.
L’impegno della UIL Poste non si esaurisce nella denuncia. Continuerà a lavorare affinché la tutela delle persone, la prevenzione della violenza e la promozione della parità di genere siano parte integrante delle politiche sindacali e del confronto con le aziende e le istituzioni.
Per Federica. Per suo figlio. Per tutte.
Ricordare Federica significa trasformare il dolore in responsabilità. Significa non voltarsi dall’altra parte. Significa pretendere che la sicurezza, il rispetto e la dignità delle donne non siano mai negoziabili.
Per Federica.
Per suo figlio.
Per tutte.
UILposte Pari Opportunità Nazionale
UILposte Regionale Roma e Lazio
Struttura UILposte CS Fiumicino
Federazione Poste e Comunicazione
Struttura UILposte CS Fiumicino
Federazione Poste e Comunicazione



