Mobilità volontaria Poste Italiane 2026: accordo di proroga, una scelta necessaria per tutelare i lavoratori

La sottoscrizione dell’accordo di proroga sulla mobilità volontaria per il 2026 rappresenta una scelta di responsabilità, necessaria per garantire continuità a uno strumento fondamentale per le lavoratrici e i lavoratori di Poste Italiane. Come UILposte, abbiamo ritenuto prioritario evitare un vuoto normativo che avrebbe impedito a migliaia di dipendenti di esercitare un diritto essenziale: quello di potersi avvicinare ai propri affetti, migliorare la propria qualità della vita e trovare un equilibrio sostenibile tra lavoro e condizioni personali.

La decisione di prorogare l’attuale disciplina non è stata una scelta neutra né scontata. È il risultato di un confronto complesso, caratterizzato da una distanza ancora significativa tra le posizioni sindacali e quelle aziendali rispetto alla costruzione di un nuovo accordo strutturale sulla mobilità.

Perché UIL Poste ha sostenuto la proroga

Come organizzazione sindacale, abbiamo posto fin da subito un obiettivo chiaro: evitare che l’assenza di un accordo lasciasse i lavoratori senza tutele. Le numerose richieste provenienti dai territori, unite alla consapevolezza delle difficoltà quotidiane vissute da chi è costretto a lavorare lontano dalla propria residenza, ci hanno spinto a privilegiare una soluzione immediata.

Le proposte aziendali presentate nel corso del confronto, a nostro avviso, contenevano elementi peggiorativi che non potevano essere accettati senza un’adeguata revisione. Allo stesso tempo, i tempi necessari per costruire un’intesa realmente condivisa sarebbero stati incompatibili con le esigenze dei lavoratori per il 2026.

Per questo motivo, la UILposte ha scelto con determinazione la strada della proroga: una soluzione che garantisce continuità oggi e lascia aperto il confronto per migliorare il sistema domani.

Le date della mobilità volontaria 2026

L’accordo sottoscritto definisce con chiarezza le tempistiche, elemento fondamentale per consentire a tutti i lavoratori di organizzarsi.

Le domande di mobilità volontaria nazionale potranno essere presentate dal 5 al 20 maggio 2026, una finestra temporale che richiede attenzione e preparazione. Invitiamo tutte le lavoratrici e i lavoratori interessati a monitorare le comunicazioni e a verificare per tempo i requisiti di accesso.

Le graduatorie saranno pubblicate nel mese di giugno 2026, garantendo tempi certi e trasparenza nel processo.

Per quanto riguarda la mobilità a livello regionale e provinciale, le parti si incontreranno entro aprile 2026 per definire le modalità operative, assicurando coerenza con la procedura nazionale.

Anzianità di servizio: un risultato importante per i lavoratori

Uno degli aspetti più delicati del confronto ha riguardato il requisito dell’anzianità di servizio. L’azienda ha posto la necessità di armonizzare la disciplina della mobilità con quanto previsto dall’accordo sulle politiche attive del 16 maggio 2024, che introduce un vincolo di 3 anni di anzianità per i nuovi assunti.

Come UILposte, abbiamo lavorato per evitare che questa modifica penalizzasse ingiustamente i lavoratori già in servizio. Il risultato ottenuto è significativo: il requisito dei 3 anni si applicherà esclusivamente agli assunti dal 1° gennaio 2025.

Questo significa che tutti coloro che sono stati assunti nel 2024, anche successivamente al 16 maggio, non saranno soggetti a questa limitazione. Si tratta di una tutela concreta, che evita effetti retroattivi e salvaguarda i diritti acquisiti.

Mobilità volontaria: una priorità sindacale

Per la UILPoste, la mobilità volontaria non è un tema secondario. È una delle leve principali per garantire dignità, equilibrio e sostenibilità al lavoro postale.

In un contesto segnato da criticità economiche e sociali sempre più evidenti, la possibilità di avvicinarsi alla propria residenza o di trasferirsi in territori più sostenibili diventa un fattore determinante. Pensiamo, ad esempio, al crescente problema dell’emergenza abitativa, che rende sempre più difficile sostenere i costi in alcune aree del Paese.

La mobilità volontaria risponde a queste esigenze e rappresenta uno strumento concreto di tutela, sia per i singoli che per le famiglie. Per questo continueremo a difenderla e a lavorare per migliorarla.

Un sistema da rivedere: le criticità ancora aperte

La proroga per il 2026, pur necessaria, non risolve le criticità strutturali del sistema. Nel corso del confronto, abbiamo evidenziato diversi aspetti che necessitano di interventi migliorativi.

Tra questi:

  • la necessità di criteri più equi;
  • una maggiore valorizzazione delle situazioni personali e familiari;
  • tempi certi e procedure più snelle;
  • una gestione che tenga realmente conto delle esigenze dei lavoratori.

Le proposte aziendali, in molti casi, si sono mosse in direzione opposta, introducendo elementi di rigidità che rischiano di ridurre l’efficacia dello strumento. È su questo terreno che il confronto dovrà necessariamente proseguire.

Verso un nuovo accordo entro il 2026

L’accordo di proroga prevede esplicitamente l’avvio di un percorso di confronto per la definizione di un nuovo impianto della mobilità volontaria nazionale.

Entro novembre 2026, le parti potranno avviare gli incontri per un accordo strutturale per gli anni successivi. Per la UILposte, questo rappresenta un passaggio decisivo.

Il nostro obiettivo è chiaro: costruire un sistema più giusto, più trasparente e più vicino alle reali esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori. Un sistema che non sia solo uno strumento organizzativo, ma una vera leva di benessere e tutela.

Il ruolo dei territori e delle strutture sindacali

Un elemento centrale sarà il coinvolgimento dei livelli regionali e territoriali. La mobilità, infatti, non può essere gestita esclusivamente a livello nazionale, ma deve tenere conto delle specificità locali.

Le strutture UILposte sui territori svolgono inoltre un ruolo fondamentale di supporto, informazione e tutela, accompagnando i lavoratori in tutte le fasi della procedura.

Invitiamo tutte le lavoratrici e i lavoratori a rivolgersi alle nostre sedi per ricevere assistenza nella presentazione delle domande e per ogni chiarimento necessario sulla loro situazione.

Continuità oggi, miglioramenti domani

La proroga della mobilità volontaria per il 2026 è una scelta che rivendichiamo con convinzione. Abbiamo evitato un vuoto normativo che avrebbe penalizzato i lavoratori e garantito la possibilità di accedere a uno strumento fondamentale.

Ma non ci fermiamo qui. Il lavoro da fare è ancora molto. Il sistema della mobilità deve essere riformato e migliorato, superando le criticità emerse e rafforzando le tutele.

La UILposte continuerà a battersi con determinazione per difendere i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, mettendo al centro le persone e le loro esigenze.

La mobilità volontaria non è solo una procedura: è una questione di dignità, di qualità della vita e di giustizia sociale. Ed è su questi valori che continueremo a costruire il nostro impegno.

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