Nel nuovo podcast pubblicato dalla UIL Poste viene affrontato un tema che da troppo tempo pesa sulla vita dei lavoratori postali: la distanza crescente tra gli utili record dell’azienda e le condizioni economiche sempre più complesse del personale.
Il podcast, che si presenta come uno spazio di analisi libera e diretta, dà voce a una realtà che troppo spesso rimane nascosta dietro i bilanci positivi e le comunicazioni trionfalistiche.
Al centro della discussione, la denuncia di Silvia Cirillo, Segretaria Nazionale UIL Poste, e degli ospiti presenti: «In una delle più grandi aziende partecipate dallo Stato, nel 2025, si lavora e si è poveri».
Una frase che sintetizza un paradosso ormai evidente. Non si tratta di un’eccezione, ma della condizione di molti dipendenti che, pur con un contratto stabile, non riescono più a far fronte al costo della vita.
Profitti in crescita, stipendi che perdono valore
Poste Italiane continua a registrare utili imponenti, dividendi in aumento e un posizionamento stabile nel panorama nazionale. Tuttavia, nello stesso momento storico, i salari dei lavoratori postali risultano sempre più insufficienti.
L’aumento del costo della vita ha eroso progressivamente il potere d’acquisto degli stipendi, aprendo un divario che non può essere ignorato.
Il podcast mette in fila una serie di elementi che descrivono una realtà complessa:
• affitti e mutui divenuti insostenibili
• spese essenziali in costante aumento
• salari che non seguono l’inflazione
• difficoltà nel mantenere un equilibrio economico anche con un contratto a tempo indeterminato
Molti dipendenti sono costretti a trasferirsi lontano dai centri urbani per sostenere il costo della casa, affrontando lunghe tratte quotidiane che compromettono tempo, famiglia e qualità della vita.
Carichi di lavoro crescenti
L’efficientamento dei processi interni ha prodotto un aumento significativo dei carichi di lavoro. Il nuovo podcast UIL Poste riporta testimonianze dirette:
• sportelli che operano stabilmente sotto organico
• code sempre più lunghe con personale ridotto
• operatori di front office sottoposti a pressioni crescenti
• portalettere chiamati a coprire zone molto più vaste, dopo la prevista riduzione di 3.300 aree di recapito
L’azienda introduce nuovi servizi e amplia le responsabilità interne, ma spesso senza garantire un adeguamento economico proporzionato.
Il risultato è un evidente malessere organizzativo, con lavoratori stremati e rischio crescente di burnout.
Il caso Bolzano
Uno dei punti approfonditi nel podcast riguarda la provincia di Bolzano, dove il costo della vita è tra i più alti in Italia e da dove è arrivata una notizia che ha sconvolto tutti: un portalettere a tempo indeterminato in Poste Italiane a Bolzano é costretto a dormire in macchina e a mangiare alla Caritas!! Una condizione inaccettabile per la più grande azienda del Paese a maggioranza pubblica, nonché primo datore di lavoro in Italia!
Peraltro, l’ingresso a Bolzano nei ruoli postali è ulteriormente complicato dall’obbligo del patentino di bilinguismo.
Per ottenere questa certificazione è necessario affrontare studio, spostamenti e costi aggiuntivi.
Grazie anche all’intervento della UIL Poste su un tema da noi sempre sentito, l’indennità collegata al patentino è stata reintrodotta, sostenuta da una convenzione triennale (11 milioni di euro l’anno) tra Poste Italiane e la Provincia autonoma di Bolzano.
Indennità mensili lorde previste:
• 116 € per il livello E
• fino a 174 € per i livelli A1/A2
La convenzione scadrà a dicembre 2026. La UIL Poste ha lanciato un appello pubblico affinché venga rinnovata e potenziata per tutelare davvero il personale del territorio.
La voce dei lavoratori come motore del cambiamento
Il podcast sottolinea l’importanza delle testimonianze dei lavoratori. Nessuno deve sentirsi solo nell’affrontare difficoltà economiche o carichi di lavoro insostenibili.
La UIL Poste ribadisce che il successo di Poste Italiane non può essere misurato soltanto attraverso utili e indici finanziari.
Un’azienda sana è un’azienda che tutela chi la fa funzionare ogni giorno.
La UIL Poste continuerà a riportare ai tavoli nazionali ogni criticità emersa, chiedendo politiche retributive adeguate e condizioni di lavoro rispettose.
Una chiamata all’azione
Chi vive quotidianamente la distanza tra i profitti aziendali e la propria realtà economica non deve rimanere in silenzio.
La UIL Poste invita tutti:
• ad ascoltare il nuovo podcast “Profitti Record o Record di Incertezze?”
• a contattare la struttura territoriale UIL Poste competente
• a condividere la propria esperienza con i rappresentanti sindacali
Solo unendo le voci sarà possibile riportare al centro dell’azienda valori fondamentali come diritti, dignità e rispetto.



