Nella tarda serata del 23 luglio 2026 è stata raggiunta una mediazione sulle principali tematiche riguardanti PCL, Posta, Comunicazione e Logistica.
L’intesa interviene su alcune delle questioni più rilevanti per le lavoratrici e i lavoratori del settore, dalle politiche attive del lavoro alle trasformazioni dei contratti part time in full time, passando per le stabilizzazioni, la gestione delle consegne affidate alle reti terze, il rafforzamento degli organici e il potenziamento delle relazioni industriali sul territorio.
Il confronto ha permesso di ottenere risposte su criticità segnalate da tempo, con particolare riferimento alla grave situazione del cosiddetto lavoro povero nei centri di smistamento e alla necessità di definire un percorso chiaro e ordinato per la mobilità del personale.
Tra gli elementi centrali della mediazione figurano inoltre l’istituzione di 130 ADB nell’ambito delle perequazioni, un maggiore coinvolgimento delle strutture territoriali e l’aumento degli addetti alla produzione.
Il risultato raggiunto rappresenta un passaggio importante, che dovrà ora essere tradotto in interventi concreti e verificabili nelle diverse realtà operative.
Politiche attive del lavoro: definito il corretto ordine degli interventi
Uno dei principali risultati ottenuti riguarda le politiche attive del lavoro.
La mediazione stabilisce finalmente un ordine preciso per l’attivazione dei diversi strumenti, rispettando una sequenza che consente di valorizzare in primo luogo le esigenze del personale già presente in Azienda.
L’ordine individuato è il seguente:
- mobilità provinciale;
- mobilità regionale;
- mobilità nazionale;
- trasformazioni dei rapporti di lavoro in full time;
- stabilizzazioni.
La definizione di una sequenza chiara rappresenta un elemento particolarmente importante, perché evita che le diverse misure vengano applicate in modo disordinato o senza tenere conto delle aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori.
La mobilità provinciale costituisce il primo livello di intervento. Dovrà quindi essere data priorità alle richieste di trasferimento e ricollocazione all’interno della stessa provincia, permettendo al personale di avvicinarsi alla propria residenza o di ottenere una collocazione più rispondente alle proprie esigenze familiari e personali.
Successivamente dovrà essere affrontata la mobilità regionale, seguita da quella nazionale. Solo dopo aver completato questi passaggi si procederà con le trasformazioni in full time e, a seguire, con le stabilizzazioni.
Il criterio individuato mira a costruire un percorso trasparente e coerente, capace di contemperare le esigenze organizzative aziendali con quelle delle persone già impiegate nel settore PCL.
Trasformazioni in full time contro il lavoro povero nello smistamento
Un altro tema centrale della mediazione riguarda la situazione del personale part time impiegato nelle attività di smistamento.
La problematica del lavoro povero è stata più volte denunciata, soprattutto in relazione a contratti con un numero di ore insufficiente a garantire un reddito adeguato e una reale stabilità economica.
La risposta individuata consiste nell’attivazione di trasformazioni dei rapporti di lavoro da part time a full time.
Questa misura assume un valore particolarmente significativo, perché interviene direttamente sulle condizioni economiche e professionali delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti.
Il ricorso strutturale a rapporti di lavoro con orari ridotti può infatti produrre situazioni di forte difficoltà, soprattutto quando il reddito derivante dall’attività lavorativa non consente di sostenere in maniera adeguata le normali spese familiari e personali.
Le trasformazioni in full time rappresentano quindi uno strumento concreto per contrastare il fenomeno del lavoro povero e per riconoscere il contributo essenziale fornito dal personale impiegato nei centri di smistamento.
L’obiettivo dovrà essere quello di garantire condizioni di lavoro più stabili, un monte ore adeguato e una maggiore continuità occupazionale, evitando che attività fondamentali per il funzionamento della rete postale continuino a essere sostenute da personale in condizioni di precarietà economica.
Stabilizzazioni dopo mobilità e trasformazioni
Il percorso individuato dalla mediazione prevede che le stabilizzazioni vengano attivate dopo le procedure di mobilità e le trasformazioni in full time.
Questa impostazione consente di intervenire progressivamente sulle diverse esigenze occupazionali.
In primo luogo dovranno essere valutate le richieste di mobilità del personale già strutturato, a livello provinciale, regionale e nazionale. Successivamente si procederà con l’ampliamento dell’orario di lavoro per i dipendenti part time, con particolare attenzione alle situazioni più critiche.
Solo dopo questi passaggi potranno essere avviate le stabilizzazioni.
La stabilizzazione del personale rappresenta uno strumento fondamentale per garantire continuità al servizio, ridurre la precarietà e rafforzare gli organici.
L’efficacia delle misure previste dipenderà tuttavia dalla loro concreta applicazione, dalla definizione dei contingenti interessati e dalla capacità di rispondere alle reali necessità produttive delle diverse strutture.
Sarà quindi necessario monitorare attentamente l’attuazione dell’accordo e verificare che il percorso definito venga rispettato in tutte le sue fasi.
Consegne tramite reti terze: ottenute risposte sulla gestione
La mediazione affronta anche il tema della gestione delle consegne effettuate attraverso reti terze.
Si tratta di una questione particolarmente delicata, perché l’affidamento di attività a soggetti esterni può avere conseguenze dirette sull’organizzazione del lavoro, sui carichi assegnati al personale interno e sulla qualità complessiva del servizio.
Il ricorso alle reti terze deve essere gestito all’interno di un quadro chiaro, evitando che diventi uno strumento sostitutivo rispetto al rafforzamento degli organici e alla valorizzazione delle professionalità interne.
La risposta ottenuta durante il confronto rappresenta quindi un passaggio importante per affrontare in maniera strutturata il rapporto tra attività interne e consegne affidate all’esterno.
Particolare attenzione dovrà essere riservata agli effetti che tale modello produce sulle lavoratrici e sui lavoratori, sulla distribuzione dei carichi e sull’efficienza delle diverse strutture operative.
Il tema dovrà continuare a essere seguito anche nella fase applicativa, verificando che le soluzioni individuate garantiscano equilibrio organizzativo, tutela occupazionale e qualità del servizio.
Perequazioni: prevista l’istituzione di 130 ADB
Tra i risultati della mediazione figura anche l’istituzione di 130 ADB nell’ambito delle perequazioni.
La misura interviene sull’organizzazione delle attività e sulla distribuzione delle risorse, con l’obiettivo di rendere maggiormente equilibrato il funzionamento delle strutture interessate.
L’introduzione di 130 ADB costituisce un elemento concreto dell’accordo e dovrà contribuire a migliorare la copertura delle esigenze operative.
La corretta distribuzione di queste posizioni sarà fondamentale per garantire che il rafforzamento previsto produca effetti reali nei territori e nelle unità maggiormente esposte a carenze di organico o a carichi di lavoro particolarmente elevati.
Anche in questo caso sarà importante assicurare trasparenza nei criteri utilizzati, coinvolgendo le strutture territoriali e valutando le specifiche necessità delle singole realtà.
Maggiore coinvolgimento del territorio
La mediazione prevede un rafforzamento del coinvolgimento territoriale e delle relazioni industriali.
Questo punto assume un valore particolare perché le riorganizzazioni e le politiche del personale non possono essere gestite esclusivamente a livello centrale.
Le condizioni operative possono infatti variare sensibilmente da una provincia all’altra e da una struttura all’altra. Per questa ragione è necessario che il territorio venga coinvolto nei processi decisionali e nelle fasi di applicazione degli accordi.
Il potenziamento delle relazioni industriali dovrà favorire un confronto più costante tra Azienda e rappresentanze sindacali, permettendo di individuare tempestivamente le criticità e di costruire soluzioni adeguate.
Un sistema di relazioni industriali efficace consente di prevenire i problemi, verificare l’impatto delle scelte organizzative e garantire che gli impegni assunti a livello nazionale trovino corretta applicazione nelle diverse sedi.
Il coinvolgimento territoriale sarà particolarmente importante per la gestione della mobilità, delle trasformazioni in full time, delle stabilizzazioni, delle perequazioni e dell’aumento degli addetti alla produzione.
Previsto l’aumento degli addetti alla produzione
Un ulteriore elemento della mediazione riguarda l’aumento degli addetti di produzione.
Il rafforzamento degli organici operativi è indispensabile per affrontare le esigenze delle strutture PCL, garantire la continuità delle attività e ridurre i carichi eccessivi sul personale già in servizio.
L’incremento degli addetti dovrà essere coerente con i reali fabbisogni produttivi e con le criticità rilevate nelle diverse unità.
L’aumento del personale potrà contribuire anche a migliorare l’organizzazione dei turni, ridurre il ricorso a soluzioni emergenziali e rendere più sostenibili i carichi di lavoro.
La misura dovrà essere coordinata con gli altri strumenti previsti dalla mediazione, a partire dalle politiche attive del lavoro, dalle trasformazioni in full time e dalle stabilizzazioni.
Non si tratta infatti di interventi separati, ma di parti di un unico percorso finalizzato a rafforzare gli organici, migliorare le condizioni di lavoro e garantire una maggiore efficienza delle attività.
Un accordo da tradurre in misure concrete
La mediazione raggiunta il 23 luglio 2026 interviene su alcune delle questioni più rilevanti per il personale PCL.
La definizione del corretto ordine delle politiche attive del lavoro, le trasformazioni in full time, le stabilizzazioni, le risposte sul lavoro povero negli smistamenti, la gestione delle reti terze, l’istituzione di 130 ADB, il coinvolgimento del territorio e l’aumento degli addetti alla produzione rappresentano risultati significativi.
La fase successiva sarà tuttavia decisiva.
Sarà necessario verificare che le misure previste vengano applicate in maniera puntuale, trasparente e uniforme, evitando ritardi o interpretazioni difformi nei territori.
Particolare attenzione dovrà essere riservata alle trasformazioni in full time e alle stabilizzazioni, affinché le risposte ottenute si traducano realmente in migliori condizioni economiche e occupazionali.
Allo stesso modo, il rafforzamento degli organici e delle relazioni industriali dovrà produrre effetti concreti sull’organizzazione del lavoro e sulla qualità dei servizi.
I rappresentanti della UIL Poste e Comunicazioni restano a disposizione delle lavoratrici e dei lavoratori per ogni chiarimento e per fornire ulteriori informazioni sui contenuti della mediazione.
Il comunicato completo permetterà di approfondire nel dettaglio tutti i punti dell’intesa e le modalità con cui saranno attuati.




