Ogni mattina, in tutta Italia, migliaia di portalettere si mettono in cammino. Sono il volto di Poste Italiane sul territorio, il legame fondamentale tra l’Azienda e i cittadini. Affrontano condizioni meteorologiche avverse, traffico, stress fisico, carichi sempre più pesanti dovuti all’esplosione dell’e-commerce e al conseguente aumento dei pacchi. Svolgono una mansione ibrida e complessa, che negli anni ha subito una trasformazione radicale in termini di sforzo e rischio.
Eppure, il loro instancabile impegno è oscurato da due gravi anomalie che la UIL Poste combatte con ogni mezzo: la mancata sorveglianza sanitaria obbligatoria e il mancato riconoscimento di lavoro gravoso.
Questa non è solo una rivendicazione sindacale, ma una battaglia di civiltà, salute e giustizia. Per la UIL Poste, la salute e la sicurezza sul lavoro non possono essere considerate un costo aziendale, ma il valore più grande da tutelare. In questo approfondimento analizziamo perché la situazione attuale è insostenibile, quali impegni contrattuali sono stati disattesi e quali passi urgenti devono essere compiuti per garantire ai portalettere i diritti che meritano.
La dura realtà del portalettere: un lavoro non riconosciuto
Definire il lavoro del portalettere oggi significa andare oltre il semplice recapito di lettere. La modernizzazione e la diversificazione dei servizi hanno trasformato questa figura in un operatore logistico di prossimità. Il portalettere è l’addetto che quotidianamente:
– Affronta Agenti Atmosferici Estremi: Dalle ondate di calore estive ai mesi di pioggia e freddo intenso, l’esposizione continua agli elementi atmosferici ha un impatto diretto e provato sulla salute, in particolare sull’apparato respiratorio, muscolo-scheletrico e sulla termoregolazione corporea.
– Sostiene Sforzi Fisici Costanti: Il peso della borsa, che si fa sempre più gravoso a causa della movimentazione di pacchi voluminosi, l’uso prolungato di mezzi, la deambulazione per chilometri ogni giorno: tutto questo sottopone il corpo a un elevato stress biomeccanico e a carichi posturali che, nel tempo, possono degenerare in patologie croniche.
– Gestisce Rischi Stradali e Logistici: Il costante muoversi nel traffico cittadino e sulle strade extraurbane espone i portalettere a un rischio elevato di infortuni stradali. A questo si aggiungono le problematiche legate all’accesso in condomini e cortili, spesso non a norma o privi di condizioni di sicurezza ottimali.
In sintesi, il portalettere svolge una delle mansioni più fisicamente gravose e ad alto rischio ambientale nell’intera Azienda. Riconoscerlo è un imperativo di verità.
L’anomalia della mancata Sorveglianza Sanitaria Obbligatoria
La sorveglianza sanitaria è uno strumento fondamentale di prevenzione e tutela della salute dei lavoratori. Si articola in visite mediche preventive (all’assunzione), periodiche (durante il rapporto di lavoro) e straordinarie (ad esempio, al rientro dopo lunghe assenze). Il suo scopo è identificare precocemente eventuali patologie legate alla mansione e valutare l’idoneità fisica al lavoro.
Ebbene, in Poste Italiane, la mansione di portalettere è stata esclusa dal regime di sorveglianza sanitaria obbligatoria. Questo rappresenta una grave anomalia aziendale che la UIL Poste denuncia da anni:
– Nessuna Visita Preventiva: Un lavoratore appena assunto come portalettere non viene sottoposto a una visita medica specialistica per accertare la sua idoneità fisica rispetto agli sforzi e ai rischi ambientali a cui andrà incontro.
– Nessun Controllo Periodico: Non esistono visite periodiche che possano monitorare l’insorgenza di disturbi muscolo-scheletrici, problemi posturali o l’impatto dell’esposizione a caldo/freddo estremi sul sistema cardiovascolare e respiratorio.
– Responsabilità Scaricata sul Lavoratore: Se un portalettere avverte problemi di salute collegati alla sua attività, è costretto a inoltrare una richiesta di visita medica autonoma, compilando moduli e aspettando autorizzazioni. In pratica, l’onere della prevenzione e dell’accertamento diagnostico ricade sul singolo, invertendo i principi fondamentali del Testo Unico sulla Sicurezza (D.Lgs. 81/08).
Questa esclusione è ancora più stridente se si considera che altre figure aziendali, come gli operatori di sportello (in quanto addetti al videoterminale) o gli addetti alla logistica (per la movimentazione carichi), sono correttamente sottoposte a tutela medica. Perché il portalettere, che unisce sforzo fisico e rischio ambientale elevati, deve essere un’eccezione?
La UIL Poste è ferma: non si tratta di un favore, ma di una tutela che dovrebbe essere garantita per la prevenzione e la sicurezza.
Il CCNL Poste Italiane e l’impegno contrattuale disatteso: la questione OPN
La battaglia della UIL Poste aveva segnato un punto cruciale con la firma dell’ultimo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL).
Nell’Allegato 6 del CCNL (firmato il 23 luglio 2024), Poste Italiane si è formalmente impegnata ad affrontare e discutere la questione della sorveglianza sanitaria dei portalettere nell’ambito dell’Organismo Paritetico Nazionale per la Salute e la Sicurezza (OPN), con l’avvio delle discussioni previsto per gennaio 2025.
Ebbene, nonostante l’accordo e le ripetute sollecitazioni della UIL Poste all’interno dell’OPN:
– L’Impegno è Rimasto Lettera Morta: Non è stata avviata alcuna discussione concreta, nessun tavolo tecnico è stato istituito per definire i protocolli sanitari, e l’Azienda ha fornito solo risposte vaghe e rinvii ingiustificati.
– Ogni Rinvio Pesa sulla Salute: Quando si parla di prevenzione e salute, il tempo non è un lusso. Ogni giorno di ritardo significa un giorno in più in cui migliaia di lavoratori sono esposti a rischi senza la dovuta tutela. Non rispettare un impegno contrattuale su un tema così delicato è inaccettabile e mina la fiducia nelle relazioni industriali.
La UIL Poste non accetterà che la salute dei portalettere venga derubricata a questione secondaria o diluita in rinvii burocratici. Chiediamo il rispetto immediato degli accordi sottoscritti e l’attivazione urgente di un piano di sorveglianza sanitaria.
Prevenire è meglio che curare: i vantaggi per tutti
L’introduzione della sorveglianza sanitaria obbligatoria per i portalettere non sarebbe un costo, ma un investimento per l’Azienda e un enorme beneficio per i lavoratori:
– Diagnosi Precoce: Le visite periodiche permetterebbero di individuare in tempo problemi fisici, posturali e muscolo-scheletrici (come lombalgie o artrosi) prima che diventino invalidanti.
– Lavoro Sostenibile: Intervenire tempestivamente con misure preventive, ausili o adattamenti della mansione aiuterebbe a prolungare la vita lavorativa dei portalettere in condizioni di salute migliori.
– Maggiore Consapevolezza e Sicurezza: L’attivazione di un protocollo sanitario contribuisce a creare una vera cultura della sicurezza in cui il lavoratore non teme di segnalare un disturbo per paura di essere penalizzato o giudicato. La salute deve essere un diritto automatico, non una scelta individuale o un tabù.
Lavoro gravoso portalettere: un atto di giustizia e uguaglianza
L’altra grande battaglia che la UIL Poste porta avanti con determinazione è l’inclusione del portalettere nell’elenco delle attività riconosciute come lavoro gravoso.
Dal 2017 esiste un elenco, aggiornato negli anni, di mansioni che danno accesso a tutele previdenziali e agevolazioni pensionistiche (come l’Ape Sociale o l’accesso anticipato alla pensione) proprio in virtù dell’usura fisica e psicologica che comportano.
In questo elenco sono già inclusi:
– Corrieri
– Rider
– Addetti alla Logistica e ai magazzini
Eppure, nonostante i portalettere affrontino gli stessi rischi e sforzi fisici (movimentazione carichi, stress, esposizione ambientale, rischio stradale), la loro mansione è stata inspiegabilmente esclusa.
Il lavoro del portalettere è ormai molto simile a quello di un corriere. Non riconoscere questa figura come lavoro gravoso è una profonda ingiustizia sociale e una grave omissione legislativa e aziendale.
La UIL Poste non mollerà la presa. Riconoscere il portalettere come lavoro gravoso non è chiedere un privilegio, ma ristabilire un principio di equità e dignità per chi ogni giorno garantisce un servizio essenziale al Paese. I diritti dei portalettere devono essere pienamente equiparati a quelli di categorie che svolgono mansioni analoghe e già tutelate.
La battaglia UIL Poste per Dignità, Salute e Futuro
La UIL Poste è la voce dei lavoratori postali. La nostra Segreteria Nazionale, attraverso i propri responsabili sindacali come Leonardo Benevento, impegnato nell’OPN, continuerà a incalzare l’Azienda e le istituzioni per un obiettivo chiaro e non negoziabile:
– La sorveglianza sanitaria obbligatoria per tutti i portalettere.
– Il riconoscimento della mansione di portalettere come lavoro gravoso.
Il nostro messaggio ai portalettere è di non smettere di far sentire la propria voce. Questa è una battaglia che difende la salute e il futuro di migliaia di famiglie. La sicurezza non è una parola vuota, ma la vita stessa di chi lavora. Ogni conquista e ogni diritto hanno sempre un volto: quello dei lavoratori.
La UIL Poste continuerà a lavorare senza tregua, forte del suo impegno nel CCNL e nell’OPN, fino a quando questi diritti fondamentali non saranno pienamente riconosciuti e attuati.
Unisciti alla UIL Poste per i tuoi diritti!
Se sei un portalettere e desideri essere tutelato, informato e rappresentato in questa e in tutte le battaglie per la salute e sicurezza e i diritti previdenziali, Unisciti alla UIL Poste.
Seguici sul nostro sito uilposte.it e sui nostri canali social per tutti gli aggiornamenti sulla vertenza sorveglianza sanitaria portalettere e lavoro gravoso. Insieme, siamo più forti per garantire un futuro più sicuro e dignitoso a tutti i lavoratori di Poste Italiane.
La nostra forza è la tua voce!



