#003 – Sorveglianza sanitaria e riconoscimento del lavoro gravoso: la battaglia della UIL Poste per la dignità dei portalettere

Ogni mattina, in tutta Italia, migliaia di portalettere si mettono in cammino. Sono il volto di Poste Italiane sul territorio, il legame fondamentale tra l’Azienda e i cittadini. Affrontano condizioni meteorologiche avverse, traffico, stress fisico, carichi sempre più pesanti dovuti all’esplosione dell’e-commerce e al conseguente aumento dei pacchi. Svolgono una mansione ibrida e complessa, che negli anni ha subito una trasformazione radicale in termini di sforzo e rischio.

Eppure, il loro instancabile impegno è oscurato da due gravi anomalie che la UIL Poste combatte con ogni mezzo: la mancata sorveglianza sanitaria obbligatoria e il mancato riconoscimento di lavoro gravoso.

Questa non è solo una rivendicazione sindacale, ma una battaglia di civiltà, salute e giustizia. Per la UIL Poste, la salute e la sicurezza sul lavoro non possono essere considerate un costo aziendale, ma il valore più grande da tutelare. In questo approfondimento analizziamo perché la situazione attuale è insostenibile, quali impegni contrattuali sono stati disattesi e quali passi urgenti devono essere compiuti per garantire ai portalettere i diritti che meritano.

La dura realtà del portalettere: un lavoro non riconosciuto

Definire il lavoro del portalettere oggi significa andare oltre il semplice recapito di lettere. La modernizzazione e la diversificazione dei servizi hanno trasformato questa figura in un operatore logistico di prossimità. Il portalettere è l’addetto che quotidianamente:

– Affronta Agenti Atmosferici Estremi: Dalle ondate di calore estive ai mesi di pioggia e freddo intenso, l’esposizione continua agli elementi atmosferici ha un impatto diretto e provato sulla salute, in particolare sull’apparato respiratorio, muscolo-scheletrico e sulla termoregolazione corporea.

– Sostiene Sforzi Fisici Costanti: Il peso della borsa, che si fa sempre più gravoso a causa della movimentazione di pacchi voluminosi, l’uso prolungato di mezzi, la deambulazione per chilometri ogni giorno: tutto questo sottopone il corpo a un elevato stress biomeccanico e a carichi posturali che, nel tempo, possono degenerare in patologie croniche.

– Gestisce Rischi Stradali e Logistici: Il costante muoversi nel traffico cittadino e sulle strade extraurbane espone i portalettere a un rischio elevato di infortuni stradali. A questo si aggiungono le problematiche legate all’accesso in condomini e cortili, spesso non a norma o privi di condizioni di sicurezza ottimali.

In sintesi, il portalettere svolge una delle mansioni più fisicamente gravose e ad alto rischio ambientale nell’intera Azienda. Riconoscerlo è un imperativo di verità.

L’anomalia della mancata Sorveglianza Sanitaria Obbligatoria

La sorveglianza sanitaria è uno strumento fondamentale di prevenzione e tutela della salute dei lavoratori. Si articola in visite mediche preventive (all’assunzione), periodiche (durante il rapporto di lavoro) e straordinarie (ad esempio, al rientro dopo lunghe assenze). Il suo scopo è identificare precocemente eventuali patologie legate alla mansione e valutare l’idoneità fisica al lavoro.

Ebbene, in Poste Italiane, la mansione di portalettere è stata esclusa dal regime di sorveglianza sanitaria obbligatoria. Questo rappresenta una grave anomalia aziendale che la UIL Poste denuncia da anni:

– Nessuna Visita Preventiva: Un lavoratore appena assunto come portalettere non viene sottoposto a una visita medica specialistica per accertare la sua idoneità fisica rispetto agli sforzi e ai rischi ambientali a cui andrà incontro.

– Nessun Controllo Periodico: Non esistono visite periodiche che possano monitorare l’insorgenza di disturbi muscolo-scheletrici, problemi posturali o l’impatto dell’esposizione a caldo/freddo estremi sul sistema cardiovascolare e respiratorio.

– Responsabilità Scaricata sul Lavoratore: Se un portalettere avverte problemi di salute collegati alla sua attività, è costretto a inoltrare una richiesta di visita medica autonoma, compilando moduli e aspettando autorizzazioni. In pratica, l’onere della prevenzione e dell’accertamento diagnostico ricade sul singolo, invertendo i principi fondamentali del Testo Unico sulla Sicurezza (D.Lgs. 81/08).

Questa esclusione è ancora più stridente se si considera che altre figure aziendali, come gli operatori di sportello (in quanto addetti al videoterminale) o gli addetti alla logistica (per la movimentazione carichi), sono correttamente sottoposte a tutela medica. Perché il portalettere, che unisce sforzo fisico e rischio ambientale elevati, deve essere un’eccezione?

La UIL Poste è ferma: non si tratta di un favore, ma di una tutela che dovrebbe essere garantita per la prevenzione e la sicurezza.

Il CCNL Poste Italiane e l’impegno contrattuale disatteso: la questione OPN

La battaglia della UIL Poste aveva segnato un punto cruciale con la firma dell’ultimo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL).

Nell’Allegato 6 del CCNL (firmato il 23 luglio 2024), Poste Italiane si è formalmente impegnata ad affrontare e discutere la questione della sorveglianza sanitaria dei portalettere nell’ambito dell’Organismo Paritetico Nazionale per la Salute e la Sicurezza (OPN), con l’avvio delle discussioni previsto per gennaio 2025.

Ebbene, nonostante l’accordo e le ripetute sollecitazioni della UIL Poste all’interno dell’OPN:

– L’Impegno è Rimasto Lettera Morta: Non è stata avviata alcuna discussione concreta, nessun tavolo tecnico è stato istituito per definire i protocolli sanitari, e l’Azienda ha fornito solo risposte vaghe e rinvii ingiustificati.

– Ogni Rinvio Pesa sulla Salute: Quando si parla di prevenzione e salute, il tempo non è un lusso. Ogni giorno di ritardo significa un giorno in più in cui migliaia di lavoratori sono esposti a rischi senza la dovuta tutela. Non rispettare un impegno contrattuale su un tema così delicato è inaccettabile e mina la fiducia nelle relazioni industriali.

La UIL Poste non accetterà che la salute dei portalettere venga derubricata a questione secondaria o diluita in rinvii burocratici. Chiediamo il rispetto immediato degli accordi sottoscritti e l’attivazione urgente di un piano di sorveglianza sanitaria.

Prevenire è meglio che curare: i vantaggi per tutti

L’introduzione della sorveglianza sanitaria obbligatoria per i portalettere non sarebbe un costo, ma un investimento per l’Azienda e un enorme beneficio per i lavoratori:

– Diagnosi Precoce: Le visite periodiche permetterebbero di individuare in tempo problemi fisici, posturali e muscolo-scheletrici (come lombalgie o artrosi) prima che diventino invalidanti.

– Lavoro Sostenibile: Intervenire tempestivamente con misure preventive, ausili o adattamenti della mansione aiuterebbe a prolungare la vita lavorativa dei portalettere in condizioni di salute migliori.

– Maggiore Consapevolezza e Sicurezza: L’attivazione di un protocollo sanitario contribuisce a creare una vera cultura della sicurezza in cui il lavoratore non teme di segnalare un disturbo per paura di essere penalizzato o giudicato. La salute deve essere un diritto automatico, non una scelta individuale o un tabù.

Lavoro gravoso portalettere: un atto di giustizia e uguaglianza

L’altra grande battaglia che la UIL Poste porta avanti con determinazione è l’inclusione del portalettere nell’elenco delle attività riconosciute come lavoro gravoso.

Dal 2017 esiste un elenco, aggiornato negli anni, di mansioni che danno accesso a tutele previdenziali e agevolazioni pensionistiche (come l’Ape Sociale o l’accesso anticipato alla pensione) proprio in virtù dell’usura fisica e psicologica che comportano.

In questo elenco sono già inclusi:

– Corrieri
– Rider
– Addetti alla Logistica e ai magazzini

Eppure, nonostante i portalettere affrontino gli stessi rischi e sforzi fisici (movimentazione carichi, stress, esposizione ambientale, rischio stradale), la loro mansione è stata inspiegabilmente esclusa.

Il lavoro del portalettere è ormai molto simile a quello di un corriere. Non riconoscere questa figura come lavoro gravoso è una profonda ingiustizia sociale e una grave omissione legislativa e aziendale.

La UIL Poste non mollerà la presa. Riconoscere il portalettere come lavoro gravoso non è chiedere un privilegio, ma ristabilire un principio di equità e dignità per chi ogni giorno garantisce un servizio essenziale al Paese. I diritti dei portalettere devono essere pienamente equiparati a quelli di categorie che svolgono mansioni analoghe e già tutelate.

La battaglia UIL Poste per Dignità, Salute e Futuro

La UIL Poste è la voce dei lavoratori postali. La nostra Segreteria Nazionale, attraverso i propri responsabili sindacali come Leonardo Benevento, impegnato nell’OPN, continuerà a incalzare l’Azienda e le istituzioni per un obiettivo chiaro e non negoziabile:

– La sorveglianza sanitaria obbligatoria per tutti i portalettere.
– Il riconoscimento della mansione di portalettere come lavoro gravoso.

Il nostro messaggio ai portalettere è di non smettere di far sentire la propria voce. Questa è una battaglia che difende la salute e il futuro di migliaia di famiglie. La sicurezza non è una parola vuota, ma la vita stessa di chi lavora. Ogni conquista e ogni diritto hanno sempre un volto: quello dei lavoratori.

La UIL Poste continuerà a lavorare senza tregua, forte del suo impegno nel CCNL e nell’OPN, fino a quando questi diritti fondamentali non saranno pienamente riconosciuti e attuati.

Unisciti alla UIL Poste per i tuoi diritti!

Se sei un portalettere e desideri essere tutelato, informato e rappresentato in questa e in tutte le battaglie per la salute e sicurezza e i diritti previdenziali, Unisciti alla UIL Poste.

Seguici sul nostro sito uilposte.it e sui nostri canali social per tutti gli aggiornamenti sulla vertenza sorveglianza sanitaria portalettere e lavoro gravoso. Insieme, siamo più forti per garantire un futuro più sicuro e dignitoso a tutti i lavoratori di Poste Italiane.

La nostra forza è la tua voce!









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