La riorganizzazione firmata nel novembre 2024 ha lasciato un segno profondo nel settore Posta, Comunicazione e Logistica di Poste Italiane. Quella che doveva essere una modernizzazione si è trasformata in un piano che ha generato caos organizzativo, carichi di lavoro insostenibili e gravi problemi di sicurezza nei siti operativi.
A denunciarlo siamo noi, insieme alla CGIL, dopo mesi di incontri e confronti nei quali abbiamo segnalato puntualmente ogni criticità. I fatti ci danno ragione: l’azienda è stata costretta a riconoscere che il 30% dei siti scelti per la rete corriere è inidoneo. Una conferma pesante, che dimostra quanto la riorganizzazione sia stata imposta in fretta, senza un’adeguata valutazione degli impatti reali.
3300 zone tagliate e recapito in affanno
Il taglio di oltre 3.300 zone di recapito, deciso con l’accordo del 2024, ha prodotto effetti devastanti. Le giacenze sono esplose, i mezzi dei portalettere circolano sovraccarichi e le uscite sono sempre più ritardate. In molti uffici si ricorre a soluzioni improvvisate, mentre gli accordi sul modello joint delivery sono ormai di fatto superati.
Questa situazione conferma che il progetto della rete corriere non funziona. È stato avviato senza pianificazione, scaricando sulle lavoratrici e sui lavoratori tutte le conseguenze di un’impostazione sbagliata. Oggi vediamo i risultati: una rete in difficoltà, un servizio postale che fatica a garantire standard adeguati e un personale costretto a sopportare disagi continui.
L’azienda costretta a fermarsi
Durante l’ultimo incontro sulle tematiche PCL, Poste ha dovuto ammettere che molti siti non sono adatti ad accogliere la rete corriere. Mancano spazi, parcheggi, aree di carico e scarico; in alcuni casi gli edifici sono multipiano e quindi ingestibili. Di fronte a questa realtà, l’azienda ha annunciato rinvii, accorpamenti e spostamenti.
Ma anche qui emergono contraddizioni. Viene detto che non ci saranno impatti immediati sul personale, ma noi continueremo a monitorare attentamente perché ogni spostamento o accorpamento ricade inevitabilmente su chi lavora sul territorio. Inoltre, una parte delle stabilizzazioni previste per la rete corriere – 487 unità – è stata rinviata al 2027. Ancora una volta si rinvia, invece di affrontare il problema alla radice.
Sicurezza ignorata, poi ammessa
Già prima dell’avvio del progetto avevamo segnalato, insieme ai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, che molti siti non rispettavano le condizioni minime per operare in modo sicuro. Quelle segnalazioni sono rimaste inascoltate. Oggi, con l’azienda che dichiara ufficialmente inadeguato un sito su tre, arriva la conferma di quanto avevamo denunciato da tempo.
La sicurezza deve venire prima della fretta di riorganizzare. Non si può sacrificare la tutela dei lavoratori in nome di un piano costruito a tavolino. Gli edifici inadeguati, i mezzi sovraccarichi e le postazioni insufficienti non sono problemi tecnici: sono la prova di una gestione che ha messo la produttività davanti alle persone.
Stabilizzazioni: un passo parziale
Poste ha annunciato 600 stabilizzazioni aggiuntive per i portalettere, ma non basta. Non si tratta di nuovi posti di lavoro, perché il turnover tra ingressi e uscite è fermo al 70% ed è insufficiente per sostenere il servizio e garantire equilibrio. I carichi di lavoro restano troppo alti e le percorrenze continuano ad aumentare.
Siamo favorevoli a ogni passo avanti nella stabilità occupazionale, ma chiediamo interventi veri. Serve un aumento del turnover e una revisione complessiva della prestazione del portalettere, tenendo conto delle nuove lavorazioni aggiunte negli ultimi anni. Continuare con soluzioni provvisorie non farà che peggiorare la situazione.
Una riorganizzazione da ripensare
La riorganizzazione di novembre 2024 è stata una scelta frettolosa e non condivisa. Ha prodotto effetti negativi su sicurezza, qualità del servizio e condizioni di lavoro. Per questo l’abbiamo impugnata davanti al Giudice del Lavoro: l’udienza si terrà il 13 novembre. È un passo necessario per difendere la dignità di chi ogni giorno manda avanti l’azienda nonostante tutto.
Noi non ci fermiamo. Continueremo a chiedere trasparenza, ascolto e rispetto per chi lavora nel recapito. Non accetteremo che le criticità vengano liquidate come problemi passeggeri. I disagi nei territori, le difficoltà operative e il malessere del personale raccontano una realtà che non può più essere ignorata.
Mobilitazione in corso
Da mesi abbiamo messo in campo azioni di contrasto: lo sciopero delle prestazioni straordinarie e aggiuntive, le vertenze locali, i presidi nei territori. È una mobilitazione costante, perché la situazione richiede risposte immediate e non promesse. La realtà è testarda: se continuiamo a farci sentire, alla fine dovrà essere riconosciuto che avevamo ragione.
Oggi non basta “mettere una toppa”. Serve ripartire da un principio semplice: la qualità del servizio e la sicurezza delle persone vengono prima di tutto. La rete corriere non può funzionare senza spazi adeguati, senza mezzi idonei e senza personale sufficiente.
Cosa chiediamo
Chiediamo che l’azienda:
- riveda i criteri di distribuzione delle zone e dei carichi di lavoro;
- aumenti il turnover per favorire nuove assunzioni;
- metta in sicurezza i siti operativi, adeguandoli agli standard previsti per legge;
- garantisca una gestione trasparente e coerente delle stabilizzazioni.
Solo in questo modo sarà possibile ristabilire equilibrio e dignità in un settore che è il cuore del servizio pubblico postale.
Non si può continuare a gestire il recapito con logiche di emergenza. Gli errori della riorganizzazione del 2024 dimostrano che servono metodo, pianificazione e rispetto per la realtà dei territori. I lavoratori chiedono sicurezza, stabilità e riconoscimento, non rinvii o correzioni a metà.
Noi continueremo a batterci perché la voce di chi ogni giorno tiene in piedi il servizio postale venga ascoltata e tradotta in fatti concreti. La nostra azione non si ferma: la mobilitazione prosegue fino a quando il lavoro e la sicurezza non torneranno al centro delle scelte aziendali.



